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07
Ott
08

Berlusconi: la nostra è la scuola del futuro

“Dobbiamo procedere a tagliare sprechi, privilegi, spese. Non e’ certo piacevole per i ministri e per noi, ci piacerebbe poter dire sempre di sì a tutti. Chi ci ha preceduto lo ha fatto per tanti anni, scegliendo la politica del consenso e compiendo un miracolo in negativo, che e’ quello di un debito pubblico moltiplicato alle stelle”. Lo ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a palazzo Chigi. Il Cavaliere rilancia sull’uso dei decreti legge: il governo agirà con la decretazione d’urgenza ”su tutte le materie in cui e’ necessario”. Poi difende anche il ricorso alla fiducia: “E’ un atto di coraggio e responsabilità: se un governo non la ottiene, se ne va a casa”. Il leader del Pdl annuncia che gli esponenti del Pdl e del governo non andranno più in tv per essere sottoposti a insulti: ”Dobbiamo riacquistare la libertà di non essere più insultati in tv, attraverso trasmissioni condotto in modo indecente. Noi faremo delle riunioni con i nostri parlamentari per decidere di non rilasciare più dichiarazioni “by the way” ma solo ufficiali, possibilmente nella sede della Presidenza del Consiglio”.

Alla presentazione dell’iniziativa “scuola digitale”, che porterà una lavagna digitale in 10.000 classi, Berlusconi ha garantito che “Il tempo pieno resta, anzi aumenta del 50% e gli insegnanti non saranno cacciati perchè la riduzione di 87.000 avverrà con il blocco del turn over e in tre anni”. “Il disastro della scuola – ha proseguito il presidente del Consiglio – non deriva dalle riforme Moratti e Gelmini, ma e’ tutta colpa della sinistra e del fatto che si e’ voluto considerare la scuola un “ammortizzatore sociale”.

“Dico in modo chiaro e deciso – spiega Berlusconi – che non c’e’ e non ci sarà nessuna cacciata. Gli 87 mila insegnanti in meno sono stati programmati da qui a tre anni e li raggiungeremo per effetto dei pre-pensionamenti e del blocco del turn over”. E poi aggiunge: “Noi avremo meno insegnanti e seguiremo l’esempio dell’Europa. La nostra intenzione e’ di pagarli meglio. La scuola che abbiamo in mente guarda ai giovani e al futuro, con insegnanti che fanno con sobrietà e passione il loro lavoro”. Il Premier poi accusa i leader dell’opposizione che “dicono di voler salvare la scuola e poi non hanno il coraggio di ammettere che il disastro in cui si trova la nostra scuola e’ colpa di molti governi del passato e del consociativismo della sinistra e dei sindacati”.

05
Ott
08

Checco Zalone – Viva la Sineddoche (zelig 29/09/2008)

10
Set
08

Niente, nessuna novità………

Sapete come viene denominato questo silenzio ?

Silenzio assordante!

31
Lug
08

Pietro iannotti celebre pianista internazionale

Pietro Iannotti, grande pianista di rilievo internazionale ma soprattutto, grande amico.

Grazie di esistere…………

31
Lug
08

Finché abbiamo dei ricordi, il passato dura.
Finché abbiamo delle speranze, il futuro ci attende.
Finché abbiamo degli amici, il presente vale la pena di essere vissuto

27
Lug
08

Giusy Ferreri ” non ti scordar di me ” – un sogno divenuto realtà –

C’è chi l’ha già soprannominata la nuova “reginetta della canzone italiana”. Chi non può fare a meno del suo primo cd “Non ti scordar mai di me”, già disco di platino e saldamente in vetta alle classifche, dove ha pure scalzato i Coldplay.

La bella Giusy Ferreri, 29 anni e un passato da commessa si gode il suo momento di gloria.

Brava Giusy, è grazie alle persone come, te le quali, perseverano nel coltivare le proprie passioni nonostante la vita sia su certi aspetti ostile, che le persone come me e come tante altre continuano a credere nei propri sogni….. 😉

27
Lug
08

Robin tax

“Togliere qualcosa a chi ha più guadagnato dal boom del petrolio e delle intermediazioni bancarie, e darlo a chi ne è rimasto più colpito: famiglie a basso reddito, alle prese con il caro carburante e con il mutuo, pescatori, autotrasportatori…Vista la situazione dei conti pubblici, abbiamo fatto la scelta di non aumentare le tasse sui redditi della popolazione, ma di aumentare la tassazione su alcuni settori: petrolieri, banche e assicurazioni.”.Giulio Tremonti spiega così la Robin Tax , da Robin Hood, l’eroe che prendeva ai ricchi per dare ai poveri.

Per non ricalcare i luoghi comuni della sinistra (“Anche i ricchi piangano”) e per non ripetere gli errori di un fisco classista basato esclusivamente sulla redistribuzione del reddito, la tassa non colpisce le aziende che competono sui mercati, ma petrolieri, assicurazioni e banche, vale a dire chi ha goduto di profitti in gran parte speculativi, quelli che Einaudi definiva i “guadagni di congiuntura”.

Alla speculazione è dovuto gran parte del rialzo del greggio. Come ha documentato Il Sole 24 Ore, le riserve sono abbondanti, in grado di soddisfare la domanda almeno per quasi mezzo secolo. La fiammata dei prezzi è dovuta all’inefficienza della distribuzione, all’imboscamento delle scorte, appunto alla speculazione dei paesi produttori (soprattutto arabi visto che gli Usa ne subiscono le conseguenze) e dei colossi della raffinazione.

Ad alimentare la speculazione sul petrolio si sono gettate anche le grandi banche: reduci l’anno scorso da rendite super (in Italia 15 per cento in media, contro il 3 degli altri settori industriali), ma che ora si stanno leccando le ferite dalla crisi dei mutui da loro stessa provocata. La crisi dei mutui subprime esplosa negli Usa nell’estate 2007 ha spinto molti grandi investitori, che avevano subito perdite nel settore bancario e in borsa, a rifarsi, puntando sul grande mercato delle materie prime e dei prodotti agricoli.

Per le imprese energetiche con fatturato superiore ai 25 milioni viene innalzata dal 27,5% al 33% l’aliquota Ires. La Robin tax per le banche si traduce nella indeducibilità parziale degli interessi passivi. Per le assicurazioni viene alzata l’imposta sulle riserve matematiche dei rami vita nel 2008 dallo 0,3 allo 0,39% e dallo 0,3 allo 0,35% a partire dal 2009. Il gettito previsto è di 4 miliardi di euro, parte dei quali saranno destinati a finanziare la social card per gli anziani poveri.

Il costo della Robin Tax non ricadrà sui cittadini

Tremonti ha assicurato che i consumatori non si accolleranno l’onere della tassa. Per questo motivo l’Autorità per l’Energia è stata incaricata di vigilare sui bilanci delle imprese del settore energetico, che si è già attivata per richiedere alle aziende bilanci e informazioni sui margini per poter procedere alle analisi e ai controlli necessari a rilevare eventuali manovre scorrette.

“Non abbiamo nessuna intenzione di scaricare la Robin Tax sui consumatori – ha detto Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, a margine della Relazione dell’Autorità per l’Energia – la Robin Tax sarà a carico dei nostri azionisti e sarà portata a deduzione degli utili”. Il manager ha spiegato che l’inasprimento fiscale, sommato al contributo volontario di 200 milioni di euro che Eni verserà al Fondo di solidarietà istituito dalla Finanziaria per finanziare la social card, peserà sui conti del gruppo per un ammontare “ben inferiore ai 500 milioni di euro”.

”Sulla Robin tax ha ragione Tremonti”. Così Luigi Angeletti, segretario generale della Uil. ”Se non si possono tassare le banche, le compagnie petrolifere, le assicurazioni, non si può tassare nessuna impresa, perchè qualunque impresa ha la possibilità di trasferire i costi derivanti da maggiori tassi sui consumatori. Il risultati finale è che gli unici che si possono tassare sono operai ed impiegati. Mi sembra ineccepibile questa argomentazione”.

tratto da: http://www.governoberlusconi.it