14
Ott
08

Buongoverno – Arriva la carta sociale


La carta sociale voluta dal governo per i cittadini a bassissimo reddito arriverà nelle tasche degli interessati a partire da dicembre: permetterà loro di spendere 480 euro nell’arco di un anno, per l’acquisto di generi alimentari o il pagamento di bollette.

La “carta acquisti” era prevista nel decreto di giugno che anticipava la manovra finanziaria. Per la sua concretizzazione manca però ancora un decreto attuativo del ministero dell’Economia: decreto che di fatto però è quasi pronto, visto che ha ricevuto il parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali. Proprio ai fini della riservatezza, sulla carta non comparirà il nome dell’intestatario: sarà quindi a tutti gli effetti anonima. Avrà l’aspetto di una normale carta prepagata, salvo che per la presenza del simbolo della Repubblica italiana e dei colori nazionali.

A chi spetta. I destinatari sono i cittadini con più di 65 anni e reddito non superiore a 6.000 euro annui, e le famiglie in cui, con lo stesso livello di reddito, sia presente un bambino fino a tre anni. La situazione reddituale dovrà essere autocertificata dagli interessati tramite il modello Isee, con il quale si dovrà anche confermare che non si superano i limiti a patrimoniali: al massimo una casa di proprietà (più eventualmente il 25 per cento di un secondo immobile) non più di un’automobile, risparmi non superiori a 15.000 euro, non più di un’utenza di elettricità e gas intestata.

Quanto si può spendere. La dotazione della carta è di 480 euro l’anno, somma cui si potrà arrivare con sei “ricariche” da 80 euro, dunque una ogni due mesi. Per caricare la carta basterà recarsi all’ufficio postale più vicino.

Come si può usare. La carta potrà essere utilizzata per acquisti presso catene della grande distribuzione, che abbiano raggiunto un accordo con il ministero. La relativa lista è ancora in fase di elaborazione. Inoltre potrà servire anche a pagare le bollette di elettricità e gas, presso esercizi convenzionati o gli uffici postali.

La gestione dell’operazione. Il governo ha scelto come partner nell’operazione sia Inps che Poste italiane. L’ente previdenziale potrà facilmente individuare, attingendo ai propri archivi elettronici, le persone che si trovano presumibilmente nella posizione reddituale richiesta. Le Poste invece, che attualmente gestiscono già 11 milioni di carte elettroniche, si occuperanno invece della gestione “fisica” del nuovo strumento. I possibili interessati si vedranno arrivare a casa una lettera dall’Inps e potranno procedere al ritiro della carta all’ufficio postale dopo aver autocertificato la propria situazione. Si prevede che saranno circa 800.000 i destinatari dell’operazione, che dovrebbe essere operativa prima della fine dell’anno.

Gli obiettivi. Finalità dichiarata dell’operazione è consentire alle fasce più povere della popolazione di rafforzare la propria capacità di consumo, in una fase di forti rialzi dei prezzi dei generi di necessità. La carta è stata presentata dal ministro Tremonti come il risultato della cosiddetta Robin Hood tax: un prelievo straordinario su banche e società energetiche da destinare appunto ai cittadini più bisognosi. Dei circa 5 miliardi di maggiori entrate messe in cantiere per il 2009 la quota destinata alla carta sarà comunque pari a poco meno di un decimo, circa 400 milioni.

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