Archivio per ottobre 2008

31
Ott
08

E’ stato l’Onorevole Maurizio Gasparri a volerlo nel sodalizio. Il senatore pedemontano così ottiene un importante riconoscimento politico dal PdL

Un nuovo importante riconoscimento è stato conferito al senatore matesino del Popolo della Libertà Carlo Sarro (nella foto). L’ex sindaco di Piedimonte Matese è stato, difatti, nominato dal capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri in seno alla Commissione Antimafia, il più importante organo bicamerale del Parlamento Italiano, al fianco dei massimi esponenti nazionali del centrodestra che siedono tra i banchi di Palazzo Madama, come l’ex Ministro degli Interni Beppe Pisanu, in pole position per ricoprire la carica di presidente dell’Antimafia, l’ex sottosegretario alle Riforme nel I Governo Berlusconi Carlo Vizzini, attuale presidente della I Commissione permanente Affari Costituzionali del Senato, della quale anche Sarro è componente, e dell’ex presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama Antonino Caruso. La nomina a componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare è un ulteriore premio del lavoro, oltre che della profonda preparazione e competenza professionale, svolto sin qui dal senatore matesino per il quale è il quarto incarico di prestigio da quando, lo scorso maggio, è stato eletto in Senato quale rappresentante dell’Alto Casertano. Sarro è, difatti, oltre che membro della I Commissione permanente Affari Costituzionali, anche segretario sia della Giunta delle Elezioni e della Immunità Parlamentari, che concede o nega le autorizzazioni a procedere nei confronti dei parlamentari e si interessa anche delle guarentigie in favore degli stessi, che del Comitato permanente per i procedimenti di accusa che si occupa della messa in stato d’accusa dei presidenti della Repubblica. Ma la sua designazione nella Commissione Antimafia è anche il segno tangibile dell’attenzione riservata quotidianamente sia dal Governo Berlusconi che dall’intera maggioranza del centrodestra alla questione criminalità che, da mesi, è esplosa nuovamente in tutta la sua gravità nella provincia di Caserta che, d’ora in poi, sarà

rappresentata proprio da Sarro nel massimo organismo bicamerale che verifica, tra l’altro, l’attuazione della legge 13 settembre 1982, n. 646, e successive modificazioni, e delle altre leggi dello Stato, nonché degli indirizzi del Parlamento, con riferimento al fenomeno mafioso; l’attuazione della normativa riguardante i collaboratori e i testimoni di giustizia nonché di quella relativa all’applicazione del regime carcerario alle persone imputate o condannate per delitti di tipo mafioso; accertare la congruità della normativa vigente, formulando proposte di carattere legislativo e amministrativo ritenute opportune per rendere più coordinata e incisiva l’iniziativa dello Stato, delle regioni e degli enti locali e più adeguate le intese internazionali concernenti la prevenzione delle attività criminali, l’assistenza e la cooperazione giudiziaria; accertare e valutare la natura e le caratteristiche dei mutamenti e delle trasformazioni del fenomeno mafioso e di tutte le sue connessioni; verificare l’impatto negativo delle attività delle associazioni mafiose sul sistema produttivo, con particolare riferimento alla libera concorrenza e alla trasparenza della spesa pubblica comunitaria, statale e regionale; verificare l’adeguatezza delle norme sulle misure di prevenzione patrimoniale, sulla confisca dei beni e sul loro uso sociale e produttivo; svolgere il monitoraggio sui tentativi di condizionamento e di infiltrazione mafiosa negli enti locali, verificando l’efficacia delle disposizioni concernenti in particolare lo scioglimento dei consigli comunali e provinciali e la rimozione degli amministratori locali; riferire al Parlamento al termine dei suoi lavori, nonché ogni volta lo ritenga opportuno e comunque annualmente. La Commissione Antimafia, infine, procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria.

Pubblicato da caiazzorinasce

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15
Ott
08

teresa mannino – zelig –

14
Ott
08

Buongoverno – Arriva la carta sociale


La carta sociale voluta dal governo per i cittadini a bassissimo reddito arriverà nelle tasche degli interessati a partire da dicembre: permetterà loro di spendere 480 euro nell’arco di un anno, per l’acquisto di generi alimentari o il pagamento di bollette.

La “carta acquisti” era prevista nel decreto di giugno che anticipava la manovra finanziaria. Per la sua concretizzazione manca però ancora un decreto attuativo del ministero dell’Economia: decreto che di fatto però è quasi pronto, visto che ha ricevuto il parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali. Proprio ai fini della riservatezza, sulla carta non comparirà il nome dell’intestatario: sarà quindi a tutti gli effetti anonima. Avrà l’aspetto di una normale carta prepagata, salvo che per la presenza del simbolo della Repubblica italiana e dei colori nazionali.

A chi spetta. I destinatari sono i cittadini con più di 65 anni e reddito non superiore a 6.000 euro annui, e le famiglie in cui, con lo stesso livello di reddito, sia presente un bambino fino a tre anni. La situazione reddituale dovrà essere autocertificata dagli interessati tramite il modello Isee, con il quale si dovrà anche confermare che non si superano i limiti a patrimoniali: al massimo una casa di proprietà (più eventualmente il 25 per cento di un secondo immobile) non più di un’automobile, risparmi non superiori a 15.000 euro, non più di un’utenza di elettricità e gas intestata.

Quanto si può spendere. La dotazione della carta è di 480 euro l’anno, somma cui si potrà arrivare con sei “ricariche” da 80 euro, dunque una ogni due mesi. Per caricare la carta basterà recarsi all’ufficio postale più vicino.

Come si può usare. La carta potrà essere utilizzata per acquisti presso catene della grande distribuzione, che abbiano raggiunto un accordo con il ministero. La relativa lista è ancora in fase di elaborazione. Inoltre potrà servire anche a pagare le bollette di elettricità e gas, presso esercizi convenzionati o gli uffici postali.

La gestione dell’operazione. Il governo ha scelto come partner nell’operazione sia Inps che Poste italiane. L’ente previdenziale potrà facilmente individuare, attingendo ai propri archivi elettronici, le persone che si trovano presumibilmente nella posizione reddituale richiesta. Le Poste invece, che attualmente gestiscono già 11 milioni di carte elettroniche, si occuperanno invece della gestione “fisica” del nuovo strumento. I possibili interessati si vedranno arrivare a casa una lettera dall’Inps e potranno procedere al ritiro della carta all’ufficio postale dopo aver autocertificato la propria situazione. Si prevede che saranno circa 800.000 i destinatari dell’operazione, che dovrebbe essere operativa prima della fine dell’anno.

Gli obiettivi. Finalità dichiarata dell’operazione è consentire alle fasce più povere della popolazione di rafforzare la propria capacità di consumo, in una fase di forti rialzi dei prezzi dei generi di necessità. La carta è stata presentata dal ministro Tremonti come il risultato della cosiddetta Robin Hood tax: un prelievo straordinario su banche e società energetiche da destinare appunto ai cittadini più bisognosi. Dei circa 5 miliardi di maggiori entrate messe in cantiere per il 2009 la quota destinata alla carta sarà comunque pari a poco meno di un decimo, circa 400 milioni.

10
Ott
08

Sondaggi/Il Pd scende al 28 per cento

“I dati raccolti a ottobre 2008 confermano e consolidano le tendenze agenti nell’opinione pubblica ormai da alcuni mesi. Il Popolo della Libertà è saldamente il primo partito, con un livello di intenzione di voto superiore al 40 per cento”.

“Nell’ambito del centrodestra, da sottolineare la tonicità della Lega nord, che si attesta al 9 per cento. Il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo mantiene la sua nicchia dell’1 per cento su base nazionale. La Destra appare stabile, al 2 per cento, al pari della formazione centrista Udc, che invece raccoglie il 5 per cento delle intenzioni”.

È il commento di Alessandro Amadori, direttore di Coesis Research, al sondaggio realizzato dal 3 al 5 ottobre dall’istituto e pubblicato dal quotidiano on line Affaritaliani.it.

“Nel centrosinistra – continua Amadori – va segnalato l’indebolimento del Pd, che raggiunge quota 28 per cento ed è nettamente il secondo partito del Paese, ma che ha perso intenzioni di voto rispetto ai risultati delle elezioni politiche di aprile”.

“Probabilmente risente della concorrenza interna dell’Idv, all’8 per cento (su valori dunque analoghi a quelli della Lega). L’area dell’ex-Arcobaleno risale al 4 per cento ma è ancora decisamente al di sotto delle sue potenzialità teoriche. Gli altri partiti, nel loro insieme, raccolgono il 2 per cento residuale delle intenzioni di voto (con un possibile lieve effetto di sottostima, tipico dei sondaggi sulle intenzioni di voto)”.


07
Ott
08

Berlusconi: la nostra è la scuola del futuro

“Dobbiamo procedere a tagliare sprechi, privilegi, spese. Non e’ certo piacevole per i ministri e per noi, ci piacerebbe poter dire sempre di sì a tutti. Chi ci ha preceduto lo ha fatto per tanti anni, scegliendo la politica del consenso e compiendo un miracolo in negativo, che e’ quello di un debito pubblico moltiplicato alle stelle”. Lo ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a palazzo Chigi. Il Cavaliere rilancia sull’uso dei decreti legge: il governo agirà con la decretazione d’urgenza ”su tutte le materie in cui e’ necessario”. Poi difende anche il ricorso alla fiducia: “E’ un atto di coraggio e responsabilità: se un governo non la ottiene, se ne va a casa”. Il leader del Pdl annuncia che gli esponenti del Pdl e del governo non andranno più in tv per essere sottoposti a insulti: ”Dobbiamo riacquistare la libertà di non essere più insultati in tv, attraverso trasmissioni condotto in modo indecente. Noi faremo delle riunioni con i nostri parlamentari per decidere di non rilasciare più dichiarazioni “by the way” ma solo ufficiali, possibilmente nella sede della Presidenza del Consiglio”.

Alla presentazione dell’iniziativa “scuola digitale”, che porterà una lavagna digitale in 10.000 classi, Berlusconi ha garantito che “Il tempo pieno resta, anzi aumenta del 50% e gli insegnanti non saranno cacciati perchè la riduzione di 87.000 avverrà con il blocco del turn over e in tre anni”. “Il disastro della scuola – ha proseguito il presidente del Consiglio – non deriva dalle riforme Moratti e Gelmini, ma e’ tutta colpa della sinistra e del fatto che si e’ voluto considerare la scuola un “ammortizzatore sociale”.

“Dico in modo chiaro e deciso – spiega Berlusconi – che non c’e’ e non ci sarà nessuna cacciata. Gli 87 mila insegnanti in meno sono stati programmati da qui a tre anni e li raggiungeremo per effetto dei pre-pensionamenti e del blocco del turn over”. E poi aggiunge: “Noi avremo meno insegnanti e seguiremo l’esempio dell’Europa. La nostra intenzione e’ di pagarli meglio. La scuola che abbiamo in mente guarda ai giovani e al futuro, con insegnanti che fanno con sobrietà e passione il loro lavoro”. Il Premier poi accusa i leader dell’opposizione che “dicono di voler salvare la scuola e poi non hanno il coraggio di ammettere che il disastro in cui si trova la nostra scuola e’ colpa di molti governi del passato e del consociativismo della sinistra e dei sindacati”.

05
Ott
08

Checco Zalone – Viva la Sineddoche (zelig 29/09/2008)