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Apr
08

Papponi campani

La casta della regione Campania è la più costosa d’Italia. L’Emilia Romagna spende € 67 milioni per i suoi 67 eletti, mentre la Campania per i suoi 60 consiglieri ne spende, 78 milioni che lieviteranno a 94 milioni nel 2008. I consiglieri campani sono 60, ciascuno dei quali percepisce uno stipendio di 9.143,00 euro, cui vanno aggiunti 300 euro per i portaborse, un ufficio, una segreteria e altre varie indennità. Ma nessuno nell’assemblea campana fa il “semplice” consigliere, infatti dei 60, ben 18 fanno i presidenti di commissione, percependo un 15% in più dell’indennità di base pari a 1.371,00 euro. Altri 18 fanno i vicepresidenti ai quali compete un 8% aggiuntivo pari a 731 euro, e infine ci sono 18 segretari di commissione che percepiscono un 4% in più pari a 365,00 euro. Quindi 54 consiglieri su 60 hanno un benefit aggiuntivo al già succulento assegno mensile. Ma non finisce qui. Fra i 60 consiglieri viene scelto il presidente a cui compete un’indennità aggiuntiva del 20%, pari a 1.828,00 euro. Ci sono poi due vicepresidenti con integrazione dello stipendio del 15%, cioè 1.371,00 euro, due questori e due segretari con l’8% in più, pari a 73,00 euro. Nel consiglio regionale campano ci sono 14 gruppi ognuno dei quali ha un capogruppo ed un vice capogruppo ai quali spettano prebende aggiuntive. Il totale dei benefit arriva a 94 milioni di euro. Dunque, non solo tutti i consiglieri regionali hanno un secondo incarico che giustifica l’integrazione ma alcuni, oltre la metà hanno addirittura il triplo incarico che porta la terza prebenda. Di fatto un consigliere regionale campano guadagna più di un deputato/senatore, giacchè, non ha spese di soggiorno a Roma. Fare il consigliere regionale campano è anche un investimento per la vecchiaia, basta, infatti aver fatto una legislatura per incassare una pensione integrativa di 3.200,00 euro mensili che scatta al 55esimo anno di età. Per ogni ulteriore anno la pensione sale di 2200,00 euro ed è cumulabile a quella di parlamentare nei casi in cui si passa al parlamento. Nella moderna sede del consiglio regionale della campania, c’è ovviamente una bouvette-ristorante, un presidio medico, una boarding room per il presidente. La magistratura ha messo sotto osservazione contratti di affitto di nuovi uffici per 5000,00 mq, per i quali si spendono 1 milione e 200 mila euro anche se risultano ancora deserti. Alla casta campana piace anche viaggiare, a spese del contribuente, s’intende, e partono autentici bastimenti in business class, assessori, consiglieri, portaborse, dirigenti e funzionari hanno attraversato l’oceano per gli USA. Solo nel’ultimo anno, dopo un’inchiesta della Corte dei Conti poi archiviata, non si è rinnovato il rito di mega delegazioni per il Columbus Day. Lo scorso 23 Febbraio la Procura regionale della Corte dei Conti ha annunciato che il debito cumulato dalla regione campania ammonta a sei miliardi e 900 milioni di euro, mentre la cifra stimata in precedenza era di 5 miliardi. La Corte dei Conti aveva stigmatizzato alcune spese regionali: dai 222.000,00 euro per il corso di formazione professionale mai svolto all’Università popolare di Caserta ai 60.000,00 per l’allestimento di un presepe nella sede regionale di New York fino ai 14.000,00 impegnati ma non spesi dalla provincia di napoli per comprare foulard da distribuire. La sprecopoli campana è un vortice che si autoalimenta sul quale sono ancora decine gli episodi da citare. Ma forse è più utile richiamare altri dati: i cittadini campani pagano un’addizionale irpef fra le più alte d’italia e il bollo auto al massimo importo consentito dalla legge. Secondo i dati istat più di 450 mila famiglie campane sono sotto la soglia della povertà, più di Lombardi, Piemonte, Liguria e Triveneto messe insieme. Il governo della regione Campania, si è distinto per aver sepolto la città più bella del mezzogiorno e varie province sotto una coltre maleodorante di monnezza . Ha trascurato i napoletani, ne ha ammazzato l’economia, ma seguita a trovare i denari per se stessa, per trattare da principi i suoi amministratori. E’ l’ente più costoso del paese, e il più inefficiente.

Articolo di Gennaro Sangiuliano pubblicato sul quotidiano Libero

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2 Responses to “Papponi campani”


  1. aprile 10, 2008 alle 3:57 pm

    ..eh..ehm..bel post 🙂

  2. aprile 11, 2008 alle 7:42 am

    dicono di essere comunisti e professano il bene comune,ma se leggiamo questi dati ci rendiamo conto che i comunisti sono come i preti:”fai quello che dico io ma non fare quello che faccio io”.


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