Archivio per novembre 2007

29
Nov
07

Io vedrò attraverso i vostri occhi, voi parlerete attraverso la mia voce…

Salve a tutti,

credo sia arrivato il momento di presentarmi, il mio nome è Mirella Frippa, sono una semplice cittadina del Comune di Cesa (CE) dove attualmente grazie alla stima ricevuta durante le elezioni amministrative del 27 e 28 maggio 2007 sono stata investita della carica di Consigliere Comunale di minoranza.

Da cittadina comune, anch’io avvertivo nella mia quotidianità l’esigenza di evadere da un paese che all’apparenza sembrava offrire nulla se non disordine e disagio su tutti i campi, poi un giorno la Provvidenza volle che io facessi una scelta, la possibilità di poter dare io stessa un contributo per migliorare la realtà circostante, e così m’imbarcai assieme agli altri componenti della lista per affrontare un itinerario abbastanza tortuoso quanto affascinante.

Giunti a destinazione di questo fatidico viaggio se così posso metaforicamente designarlo, i sopravvissuti rimasero in pochi, tra questi me medesima……

….e così nacque l’opposizione, un gruppo di persone animate dall’amore indiscusso per il proprio paese e da un’inscindibile patto d’onore tra gli stessi, che ha reso possibile la presenza della CdL a Cesa.

Il gruppo è attualmente formato dai Consiglieri Stella Guarino, Giuseppe Sarpo, Domenico Migliaccio e Mirella Frippa esponenti del partito Forza Italia, altresì dal Consigliere Giovanni Romeo esponente del partito di Alleanza Nazionale. 

A questo punto non mi resta che concludere questa mia presentazione con un augurio, giacchè, chi mi conosce sa che lesino parole dando priorità alla concretizzazione dei fatti, quindi mi auguro che questo blog possa divenire un mezzo a disposizione delle persone e soprattutto dei giovani che appartengono alla comunità cesana, per interagire con me in modo che io stessa possa divenire la vostra “voce” che si esprimerà e avrà peso all’interno del mio gruppo, ma soprattutto durante le sedute consiliari che seguiranno, decidendo le sorti del nostro paese. 

e-mail: mirellafrippa@alice.it

msn: mirellafrippa@hotmail.it  

28
Nov
07

ATTRAVERSO I MIEI OCCHI…

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28
Nov
07

UNA SVOLTA PLEASE….

Inizia il conto alla rovescia, domenica 2 dicembre io e gli altri Consiglieri del comune di Cesa in qualità di esponenti dell’incommensurabile partito Forza Italia allestiremo un gazebo per la raccolta di firme e contestuali assensi per il nuovo movimento politico auspicato dal leader Berlusconi che ancora una volta ci dà lezioni di vita.

Altresì, ci sarà una raccolta di pareri concernenti la scelta per la denominazione con la quale si battezzerà il nuovo partito.

La scelta si porrà tra “Il Popolo della Libertà” e ” Il Partito della Libertà”………..io, ho già deciso, ho scelto “Il Popolo della Libertà” giacchè, penso che ogni partito sia mera espressione della volontà del “popolo sovrano” in forza del principio democratico su cui si fonda la nostra Repubblica, e siccome il popolo italiano è costituito sia da persone che appartengono a partiti politici, sia da persone che sono simpatizzanti  non partecipando ad ogni modo attivamente alla vita politica, ma soprattutto da persone che sono scontente e che spesso sono arrabbiate nei confronti di un sistema che aleggia nell’arrivismo assumendo spesso comportamenti antidemocratici, credo dunque, che la denominazione “popolo” anzichè “partito” sia ispiratrice e speriamo fautrice di un movimento che inizi a gettare le basi dal basso verso l’alto arrestando la corsa di una classe dirigente capace di creare scompiglio, amarezza, delusioni.

27
Nov
07

MA QUANTU TIEMPO VE VOA…..

De Crescenzo…ma quantu tiempo ce voa….

Ma quantu tiempo ce vo’
Se po’ arrivà ncopp’ ‘a luna
Ma quantu tiempo ce vo’
Nuje nu vulimmo a nisciuno, nisciuno
Ma quantu tiempo ce vo’
Ce stanno sempe sti nuvole
Ca nun ce fanno partì
Ma chi ce ‘e manna sti nuvole
Chi nun se riesce a capì

Ha da passà sta paura
Stanno criscenno ‘e ccriature
Ma quantu tiempo ce vo’
Ce stanno sempe sti nuvole
Ca nun ce fanno partì
Ma chi ce ‘e manna sti nuvole
Chi nun se riesce a capì

Vuttammo ‘e mmane a gghìa faticà
Tanto ‘e parole nun fanno magnà
Fanno sultanto rumore e ce fanno ‘mbriacà
Vuttammo ‘e mmane e astregnimmo ‘o brodo
È fresca l’ aria int’ ‘e viche scure
Ma quanto ce vo’ ancora

Pe apparà chisti mure
Ma quantu tiempo ce vo’
Pe vedè ‘o grano ammaturo, ammaturo
Ma quantu tiempo ce vo’
Ce stanno sempe sti nuvole
Ca nun se moveno a ccà
Ma chi ce ‘e manna sti nuvole
Quacche vota l’ aggi’ ‘a ncuntrà

Pe ce guardà dint’ a l’ uocchie
Ma quantu tiempo ce vo’
Pe ce sanà chesti rrecchie, sti rrecchie
Ma quantu tiempo ce vo’
Si ce abbastasse na musica Quaccheduna s’ ha da scetà

26
Nov
07

Berlusconi è storia…..

Berlusconi ha cambiato un’altra volta, da solo, le regole della politica italiana. Lo fece la prima volta creando Forza Italia e vincendo le elezioni del ’94. La seconda volta nel ’97 quando gettò una corda verso D’Alema, trasformando il maggioritario parziale del matterellum in una forma politica: il bipolarismo. Ha ottenuto nel 2001 una grande maggioranza e un lungo governo, grazie alle divisioni ideologiche della sinistra. Ma si è trovato innanzi all’ostilità di tutti i poteri istituzionali e istituiti: dal presidente della Repubblica ai giudici, dai sindacati alla stampa, dalla Confindustria all’università. E, dopo le elezioni del 2005, ha avuto contro quasi tutte le Regioni, a cui improvidamente il governo Amato aveva dato un diritto di veto su argomenti, dall’energia ai trasporti, prima assicurate alla competenza dello Stato. Ha avuto contro un’insurrezione permanente, dai no global ai no tav. Ha visto la Campania trasformata in una pattumiera a cielo aperto. Ha avuto due alleati, l’Udc di Follini e Alleanza nazionale di Fini, che avevano un solo scopo: liberarsi di lui, spartirsene le vesti. Un uomo solo contro tutti. Le grandi corporazioni erano tutte contro di lui: poi i liberali della cattedra gli hanno imputato il non aver liberalizzato i taxi e le farmacie, cose tutte fatte da Bersani all’unico scopo di potenziare le cooperative rosse. Un uomo solo. Ma ha avuto con sé una realtà che, nella politica italiana ispirata più a Guicciardini che a Macchiavelli, non conta niente: cioè il popolo. Un popolo che credeva in lui senza altro motivo che la sua stessa fiducia e che per questo andava oltre le potenze che governano l’opinione pubblica. Il sentimento popolare è una cosa diversa dall’opinione pubblica. Berlusconi è un caso storico quasi unico: quello di un leader che ha governato senza un partito, ma solo per la fiducia che coloro che non contavano politicamente niente gli davano: la libertà contro il potere. La campagna elettorale del 2006, fatta da Berlusconi solo, diceva due cose: che la maggioranza era guidata dai comunisti e che voleva aumentare le tasse. Cose terribili, barbariche, dicevano i custodi dell’opinione pubblica: la questione comunista era chiusa e criticare il peso fiscale voleva dire incoraggiare l’evasione delle imposte. Contro di lui era tutta la prima Repubblica: a destra, al centro e a sinistra. E perse per 24.000 voti alla Camera. Se non avesse seguito un incapponito ministro di Alleanza Nazionale, non avrebbe fatto nemmeno la legge sul voto degli italiani all’estero, che poi An volle gestire come cosa propria. Dopo le elezioni Berlusconi chiese le larghe intese oppure nuove elezioni. La larghe intese furono rifiutate, la maggioranza pensò di aver vinto con il mandato di annullare tutta l’opera di Berlusconi. Dalla riforma costituzionale a quella della giustizia. E allora egli decise di seguire il sentimento del suo popolo, praticando quello che Fini superbamente ha chiamato come la preferenza della fellowship alla leadership. Ma invece Berlusconi ebbe politicamente ragione: il popolo italiano, anche di sinistra, sentì il governo come un non governo, ma come una cooperativa per la spartizione del potere, quindi come non legittimo perché non governo. L’antipolitica nacque a sinistra contro la sinistra. E la politica tremò. E tremò sul piano più delicato: la sicurezza e l’immigrazione. Giuliano Amato passò dall’espulsione dei rom come massa di invasione all’incriminazione della polizia e all’abbandono di parte di Roma alle tifoserie. Un non governo, un non Stato. Il popolo non di sinistra, che è restio anche ad andare a votare, ha riempito i gazebo animato da un «partito di plastica» come Forza Italia: e non erano solo elettori di destra. Berlusconi, legittimato dal suo popolo, spariglia, abbandona il bipolarismo e sceglie la proporzionale tedesca. Lo fa di autorità, svuotando Chiti e Violante di ogni autorevolezza. Berlusconi è il solo in grado di chiudere la partita del bipolarismo. Esce di scena dal bipolarismo ricostruendo la politica; tutti sono obbligati a seguirlo. O per convinzione o per necessità. Fini e Casini volevano liquidare Berlusconi nelle trattative di commissione, volevano impiccarlo al bipolarismo da essi ormai usato come un’arma per distruggerlo. Hanno perso la gallina che faceva le uova d’oro. Fini è obbligato a domandarsi se vuole diventare un neogollista o ridiventare postfascista, Casini se vuole fare un partito democristiano con Mastella, Pezzotta, Tabacci e quanti altri: e vedere se il pesce elettore abbocca ancora alla lenza scudocrociata. Bossi non avrà il sistema spagnolo dei piccoli collegi. Che faranno le componenti del governo? Rimarranno bipolari con Prodi o sotto Prodi e i consensi calanti quando sanno che ora è possibile giocare in proprio? Solo per i nanetti dell’Unione non c’è trippa per i gatti. Berlusconi ha operato una grande strategia a cui tutti ora sono contrari: perché tutti la chiedevano e nessuno la prevedeva.

23
Nov
07

Siamo una comunità costituita da mondi paralleli celati dentro ognuno di noi…

lunainacquaglitteratalj81.gifSe solo il mondo di ognuno di noi potesse essere conosciuto dagli altri…la parola estraneo sarebbe una mera espressione mistica…..questo blog è la chiave di lettura del mio mondo…fanne buon uso!

03
Nov
07

Salve

panta20rei3ra61.jpg…..questo blog non rappresenta un inizio, ma il continuo di un percorso che ho deciso di condividere…..benvenuto!